Secondo diversi studi si stima che il 90% degli over 65, che in Italia rappresentano il 22,8% della popolazione, preferisca l’”aging in place” ovvero la possibilità di invecchiare a casa propria invece che in strutture come RSA o case di riposo.

Si parla di “aging in place” facendo riferimento all’esigenza dei senior di trascorrere la propria terza età in autonomia e senza dover pesare, soprattutto a livello economico, sui familiari.
L’invecchiare a casa propria è ora molto più semplice grazie ai sistemi di domotica assistiva utilizzati nelle strutture di senior housing più innovative.
Grazie alle innovazioni dell’Internet of Things, ormai divenute centrali nella quotidianità, la casa diventa luogo di altissima sicurezza e i sistemi integrati permettono non solo di ridurre i consumi, ma anche di fornire un controllo pressoché assoluto sulle esigenze del residente attraverso:

  • Reminder per l’assunzione di medicinali
  • Sensori di caduta
  • Pulsanti di emergenza
  • Rilevazione di danni o perdite all’interno dell’abitazione
  • Telecamere esterne per il riconoscimento dei visitors

Oltre al controllo ambientale gli impianti più moderni permettono anche di monitorare, attraverso sensori posti all’interno del frigorifero, la percentuale di cibo rimasto combattendo uno dei problemi più frequenti tra gli anziani: la sotto-alimentazione.

E la pulizia?

Nessun problema! Gli ausili esterni, quali robot con innovativi sensori di movimento, possono controllare lo stato di pulizia dell’appartamento alleviando così il padrone di casa dalle faccende domestiche.
Il controllo trasversale delle esigenze permette di ridurre gli sprechi e di garantire un contenimento delle spese attraverso budget mensili preimpostati.

L’utilizzo della smart technology è quindi fondamentale al fine di garantire la giusta autosufficienza e la vigilanza necessaria delle attività quotidiane mediante sistemi non invasivi e facili da utilizzare per una terza età autonoma.