Savills, uno dei leader immobiliari mondiali, ha individuato nella sua recente ricerca “Global Living le città dei paesi europei che, entro il 2026, avranno il numero più elevato di anziani. In testa a questa particolare classifica ci sarà la Germania seguita a stretto giro da Francia e Italia, mentre il paese con le città più giovani sarà, nel prossimo futuro, il Regno Unito.

Cosa si può dedurre da questa ricerca? Che sicuramente in Italia c’è e sempre più ci sarà un target di utenti over 65 interessati al cosiddetto invecchiamento attivo, che offrirà opportunità crescenti per i costruttori, gli investitori e i gestori di Senior Housing. Anche perché, se da una parte i dati raccontano come la pandemia non ha intaccato il mercato residenziale, il Covid-19 ha evidenziato con forza il valore di uno stile abitativo totalmente nuovo, che non isoli l’anziano e lo connetta a persone e servizi utili. Il Senior housing prevede infatti alloggi privati costruiti sulle necessità degli over 65, combinati ad aree comuni destinate ad attività ricreative e per il benessere, aree ristorazione ad hoc, e una rete di sostegno con supporto sanitario a richiesta a domicilio.

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